Dove può arrivare il cambio euro-dollaro?

Negli ultimi tempi in ambienti finanziari non si fa altro che parlare di super-euro, considerando che la moneta unica continua a macinare guadagni sulle principali valute mondiali nonostante i problemi dell’area euro legati al rallentamento economico e ai conti pubblici in disordine. L’euro non sta salendo molto soltanto nei confronti del dollaro americano, bensì anche contro sterlina, yen, dollaro canadese e numerose valute di mercati emergenti. Negli ultimi 12 mesi il tasso di cambio euro-dollaro si è apprezzato del 6,5% circa e questa settimana ha superato anche quota 1,38.

Gli analisti tecnici intravedono il target di 1,40, anche sea questo punto l’eurozona rischia una brusca battuta d’arresto anche dal lato dell’export sui mercati internazionali, in quanto c’è una palese perdita di competitività rispetto all’offerta di esportatori cinesi, coreani o giapponesi, tanto per citarne alcuni, che possono beneficiare di valute nettamente più deboli. In ogni caso, sebbene le multinazionali appartenenti ai paesi membri dell’area euro preferiscono un euro più debole, il tasso di cambio euro-dollaro potrebbe continuare a salire nelle prossime settimane.

Il problema va individuato nelle differenze della politica monetaria delle banche centrali. La BCE è l’unica a non aver utilizzato finora strumenti non convenzionali per indebolire artificiosamente la propria valuta, cosa che invece hanno fatto Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e tanti altri. L’Eurotower si è limitata a tagliare moderatamente i tassi di interesse, che restano comunque più alti rispetto a USA o Giappone. Le scelte politiche dell’eurozona restano molto discutibili e ormai orientate quasi esclusivamente a un’austerità senza sviluppo.

Il cambio dell’euro rischia paradossalmente si apprezzarsi ancora molto, nonostante i gravi problemi economico-finanziari dell’unione monetaria europea. Non bisogna sorpredersi se nelle prossime settimane il cambio euro-dollaro dovesse superare anche quota 1,40. Da un punto di vista finanziario sarebbe del tutto normale, considerando la forza del trend e i diversi orientamenti in ambito di politica monetaria. Con la buona pace di coloro che continuano ad andare short ritenendo più corretto un cambio a 1,25 o a 1,20.

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