Ciclo economico: Scopri come si muove il mercato

Investire in borsa non significa di certo scommettere, ma analizzare il mercato e l’economia reale, al fine di seguirne i movimenti che, come abbiamo affermato in precedenza, hanno una natura tendenziale e ciclica.

Il ciclo di mercato è caratterizzato da alcune fasi che ne determinano lo sviluppo: espansione-crisi-depressione-ripresa. Non tutti i cicli sono uguali, ma tutti presentano queste fasi, esistono veri tipi di cicli che si distinguono unicamente per la loro durata:

  • cicli di Kitchin ( 2-4 anni )
  • cicli di Juglar ( 4-10 anni )
  • cicli di Kondratieff ( 50-60 anni )

Ovviamente l’interesse tecnico e di investimento ricade sul primo ciclo che ha una durata statistica che va dai 2 ai 4 anni, ciò significa che avremo, sempre statisticamente, una fase toro ( rialzista ) della durata si 2 anni ed una fase orso ( ribassista ) della durata di 2 anni. Riconoscere a che punto del ciclo economico ci troviamo è essenziale per fare investimenti di medio-lungo termine, è altresì necessario anche per gli investimenti di breve periodo perché i cicli, come abbiamo spesso affermato in articoli precedenti, sono formati da tendenze primarie, tendenze intermedie e tendenze di breve periodo, queste si influenzano sempre tra loro, quindi, per investire ed avere le probabilità a favore, dobbiamo conoscere sia il ciclo sia le varie tendenze, ovviamente, questo discorso non vale per gli investimenti in scalping o in intra-dai che, per loro natura, sfruttano le oscillazioni giornaliere di mercato che sono del tutto casuali, ma che possono essere comunque ” cavalcate “.

LE FASI MACROECONOMICHE DI UN CICLO

Ciclo economico

Abbiamo detto che i cicli economici differiscono tra loro per durata, ma le caratteristiche intrinseche restano sempre le stesse: espansione-crisi-depressione-ripresa.
La prima fase è quella di espansione, le caratteristiche principali sono l’aumento dell’occupazione, della domanda e della produzione, in questa fase i prezzi aumentano sino ad arrivare ad un punto detto saturazione, a questo punto le imprese non sono più spinte a produrre a causa del costo eccessivo delle materie prime e dei tassi di interesse.

La crisi inizia a mietere le prime vittime, i consumi calano e le imprese iniziano a condurre politiche di ” mantenimento “. La depressione scaturisce quando le imprese più deboli non reggono il periodo di crisi, falliscono, i licenziamenti sono all’ordine del giorno, la domanda cala e si ha una sensazione generale di disperazione.

I prezzi si abbassano a causa del calo della domanda, anche i tassi di interesse calano, spingendo le imprese a puntare sulla ricrescita, iniziano le assunzioni, e si verifica un progressivo aumento di domanda, questa fase si chiama ripresa economica, dopo, si ricomincia tutto daccapo.

Dai dati macroeconomici è perciò possibile stabilire in che fase del ciclo ci troviamo, questo significa che possiamo trasferire le nostre conoscenze nel mercato e investire seguendo la tendenza che si va formando. Seguire il ciclo economico è come seguire le indicazioni in autostrada, se abbiamo una meta, l’unico modo è sapere in che punto ci troviamo, in quale fase del ciclo.

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